richard florida e la classe creativa

sapevate che esiste un uomo che ha inquadrato la situazione attuale delle cose?

vi spiego meglio. ma prima è meglio chiarire un paio di cose: 1. tutto ciò che facciamo, il periodo in cui viviamo, e anche quelli trascorsi, sono inquadrati a grande scala da un grande occhio economico. ciò è inevitabile, dal momento che la vita dell’essere umano è regolata attualmente dagli scambi, dai mercati. tutto è tradotto in soldi, per dirla in soldoni (battuta). che vi piaccia o meno. che ve ne accorgiate o meno. 2. l’uomo in questione ha una teoria, accattivante, che attualmente non so se sono in grado di spiegare, ma ci provo, in quanto mi sta piacendo. 3. l’uomo in questione mi sembra alquanto megalomane, a torto o a ragione. non ci credete? andate a guardare il suo sito. 4. l’uomo in questione a quanto pare è visto tanto come un messia quanto un venditore di fumo, huckster, in inglese. questi inglesi hanno il dono della sintesi.

detto ciò, spiego brevemente il concetto, che sono le due e sto iniziando a barcollare.

questo Florida ha individuato una nuova classe sociale che sta soppiantando la borghesia. una classe sociale che non sa ancora di esserlo (e questo mi sembra anche ovvio: in fondo non credo che i primi borghesi dessero il significato che diamo noi attualmente a questa parola). una classe che poco alla volta si sta liberando dagli schemi dell’era post-industriale: via vestiti costretti, via rapporti formali, via rapporti duraturi, nella vita come nel lavoro; maggiore elasticità degli orari, maggiore apertura mentale, maggiore tolleranza.

è quella che lui ha definito, per altro infilandocisi dentro, la “classe creativa”.

mi ha affascinato molto, forse per il fatto che non ho mai pensato di essere uomo da ufficio, uno di quelli che tutti i giorni per tutta la vita si alza alle sette per andare a lavoro e arriva alle 11 di sera che dorme già da un’ora. ma in fondo non è una scelta di comodo, la mia. o meglio, non solo. sarà che si tratta di cose che noto durante tutto l’arco della mia giornata, dei rapporti che ho con le persone e dei miei momenti per l’appunto creativi e, per contro, quelli dediti alla “nullafacenza”.

il punto, a dir di Florida, è che esiste in questa nuova “classe”, un forte senso di individualismo, che ostacola il riconoscimento della stessa in quanto gruppo sociale predominante. ma quello dell’individualismo è in ogni caso un elemento caratterizzante della società moderna.

in ogni caso penso proprio che approfondirò il discorso nei prossimi giorni. la mia vena creativa per ora si è esaurita.

Lascia una Risposta