
una frase particolare che mi ha colpito guardando Californication. non mi va di spiegare cos’è, com’è, eccetera. andate su wikipedia o dove vi pare e informatevi, se non lo sapete.
è proprio vero, un aggettivo sbagliato non ha mai fatto male a nessuno, soprattutto di questi tempi fatti di poche e ridondanti parole, per colpa forse del Tempo. sembra sempre di meno, il Tempo. per questo bisogna correre, andare più veloci di lui. e quindi parole veloci, brevi, immaginette per sostituirle, abbreviazioni. un aggettivo sbagliato non viene nemmeno considerato, se non rientra in quella minima gamma delle Parole Consentite.
solo che allora diventa divertente sceglierlo per bene, se ne hai a disposizione molti. scorrere col dito sopra la lista e pescare quello con il sapore giusto, la sfumatura giusta, e metterlo là, che tanto non viene nemmeno recepito, come fosse su una frequenza troppo alta per il cervello umano. un ultraaggettivo.
solamente le persone con un po’ di cultura possono sentirlo, e possono stare male. le persone sensibili. quelle che riescono a vedere le sfumature, quelle che riescono a rimanere in silenzio, quelle che quando osservano qualcuno ci passano attraverso.
quanto a me, non mi importa di arrivare primo. preferisco andare piano e sentire che sapore ha.
una canzone: Radiohead – The Tourist
Postato in: pensieri
…mi hai incuriosito abbastanza….